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>> FOTOSTORY <<

 

DEAN BENEDETTI

 
 
 

Dino Alipio Benedetti detto «Dean» nacque il 28 giugno 1922 a Ogden (Utah, Stati Uniti) da Amedeo Be­nedetti, emigran­te di Torre del Lago e capo operaio delle fer­rovie Southern Pacific. Mostrò subito interesse per la musica, compiendo studi regola­ri fino a entrare a diciotto anni all’università del Nevada dove si distinse nel baseball e nel basket. Per studiare all’università si trasferì a Reno con il fra­tello Rigoletto e cominciò a suonare il sax e la tromba. Nel 1943 andò a vivere a Los Ange­les con la moglie Be­verly, iniziando a suonare professio­nalmente e formando un’orchestra pro­pria, i “Dean Benedetti’s Ba­ron of Rhythm”, tra i quali fi­gurava Jimmy Knepper, un trombonista che diverrà poi ce­lebre con Charles Mingus. In quel periodo Dean suonava il sax seguendo lo stile di Coleman Hawkins, prima di innamorarsi dello stil­e di Lester Young. Nel 1945 cono­bbe Charlie Parker, e questo incontro gli cambiò letteralmente la vita. Trasformò la sua orchestra in un gruppo be bop e finì col seguire Parker a New York in ogni suo concerto e anche in ogni sua sregolatezza, incidendo i suoi assoli con un registratore portatile su vinile. Questi documenti d’immenso valore furono lasciati al fratello Rigoletto e pubbli­cati poi dalla Mosaic in un prezioso cofanetto (“The Complete Dean Benedetti Recordings of Charlie Parker”). Purtroppo nel 1949 Dean ac­cusa i primi sintomi della “myasthenia gravis”, una terribile malattia che distrugge irreparabilmente i tessuti muscolari. Tor­nò con la famiglia a Torre del Lago nel tentativo di curar­si e fu soprannominato affettuosamente “Bandolero Stanco” dai compaesani, poichè a causa degli effetti devastanti del morbo egli si trascinava sempre più faticosamente e lentamente. Logorato nel fisico, morì il 20 gennaio 1957 all’età 35 anni, come il suo idolo Bird, e ancora oggi riposa nel cimitero del paese. Visse di musica fino alla fine, insegnando e scrivendo arrangiamenti per poche lire, fra l’altro anche per Renato Carosone, e lasciando trascrizioni di assoli jazz, oltre ad appunti e bozze di sue composizioni mai terminate, all’inseguimento di un pensiero musicale che andava da Stravinsky a Charlie Parker, dalla musica colta del ‘900 al Be Bop. Quella di Dean fu una vita difficile che ancora oggi riaffiora tragicamente dai suoi ricordi, lettere e spartiti che la sorella Rina conserva gelosamente, e che fu legata in tutto e per tutto a quella del grande Charlie Parker, col quale aveva condiviso il fermento storico e le nuove idee musicali che avevano portato alla nascita del Be Bop, tanto da diventare egli stesso argomento di libri e tesi di laurea nelle università americane. Il Jazz Institute di Chicago lo ha ufficialmente definito come “a true jazz hero”, un vero eroe del Jazz. Un torrellaghese illustre quindi, che ha portato il nome di Torre del Lago nel mondo e che alla fine si è spento qui, lontano dall’America e da quella musica jazz che tanto amava, portandosi dentro l’amarezza e la consapevolezza di aver toccato, senza poterlo vivere fino in fondo, un momento storico e musicale irripetibile.

Dean Benedetti nella casa di via Oberdan a Torre del Lago Puccini

La sorella Rina con il sassofono nero dipinto da Dean Benedetti

 
Lo strumento con cui Dean Benedetti registrò gli assoli di Charlie Parker
   
   
     
 
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